Āʾisha bint Abī Bakr, عائشة بنت أبي بكر Cheb Khaled, Aicha


aisha
comme si je n’existais pas,
elle est passà? à? cà?tà? de moi,
sans un regard, reine de sabbat,
j’ai dit, aisha, prends, tout est pour toi
voici, les perles, les bijoux,
aussi l’or autour de ton cou,
les fruits, bien mà?rs au gout de miel,
ma vie, aisha, si tu m’aimes
j’irai ou ton souffle nous mà?ne
dans les pays d’ivoire et d’ebà?ne,
j’effacerai tes larmes, tes peines,
rien n’est trop beau pour une si belle
oh aisha, aisha, ecoutemoi
aisha, aisha, t’en ne vas pas
aisha, aisha, regardemoi
aisha, aisha, repondemoi
je dirai les mots des poà?mes,
je jouerai les musiques du ciel,
je prendrai les rayons du soleil
pour eclairer tes yeux de reine
oh aisha, aisha, à?coutemoi
aisha, aisha, t’en ne vas pas
elle n’a plus gardà? tes tresors,
moi, je veux mieux que tout ca
des droits forts, des droits mà?me en moi,
je veux les mà?mes droits de toi
et du respect pour chaque jour,
moi je ne veux que de l’amour
comme si je n’existais pas,
elle est passà? à? cà?tà? de moi,
sans un regard, reine de sabbat,
j’ai dit, aisha, prends, tout est pour toi
aisha, aisha, ecoutemoi
aisha, aisha, ecoutemoi
aisha, aisha, t’en ne vas pas
aisha, aisha, listen to me
aisha, aisha, no me dejes mà?s

Come se non esistessi
Ella mi è passata accanto
Senza uno sguardo, Regina del Sabbat
Ho detto, Aicha, prendi, tutto è per te

Ecco, le perle, i gioielli
Anche l’oro attorno al tuo collo
I frutti, ben maturi al gusto di miele
La mia vita, Aicha, se mi ami

Andrò al tuo soffio, ci conduce
Nei paesi d’avorio e d’ebano
Asciugherò le tue lacrime, le tue pene

Niente è troppo bello per una così bella

Oooh! Aicha, Aicha, ascoltami
Aicha, Aicha, non andartene
Aicha, aicha, guardami
Aicha, aicha, rispondimi

Dirò le parole dei poemi
Suonerò le musiche del cielo
Prenderò i raggi del sole
Per illuminare i tuoi occhi di regina

Oooh! Aicha, Aicha, ascoltami
Aicha, Aicha, non andartene

Ella ha detto, bada ai tuoi tesori
Io, io valgo più di tutto questo
Delle sbarre forti , delle sbarre anche se d’oro
Voglio gli stessi diritti che (hai) tu
E rispetto per ogni giorno
Io, io non voglio che amore

Aaaah!
Come se non esistessi
Ella mi è passata accanto
Senza uno sguardo, Regina del Sabbat
Ho detto, Aicha, prendi, tutto è per te

Ti voglio, Aicha, e muoio per te
Questa è la storia della mia vita e del mio amore
Tu sei il mio respiro e la mia vita
Ho voglia di vivere con te e null’altro che con te

Lalala…lalala…

WIKIPEDIA

ʿĀʾisha bint Abī Bakraraboعائشة بنت أبي بكر, detta Umm al-Muʾminīn, “Madre dei credenti”, per essere stata la moglie preferita da Maometto (614 – 678), fu la figlia del primo califfodell’Islam Abu Bakr.

Data in sposa, all’età di sei o sette anni, a Maometto quando questi aveva già più di 50 anni, divenne la terza moglie e la favorita del profeta della religione islamica.

Poiché ʿĀʾisha era ancora molto giovane quando il contratto matrimoniale fu perfezionato, la tradizione vuole che il matrimonio fosse consumato tre anni dopo, all’età di nove anni. Nell’attesa, Maometto la faceva giocare con le bambole che aveva portato con sé. Questo matrimonio del Profeta non portò figli.

Dotata di carattere impulsivo, che non temeva neppure il confronto col marito quando questi si mostrava nella sua semplice veste di marito, ʿĀʾisha aveva un pessimo rapporto con ʿAlī ibn Abī Ṭālib, cugino di Maometto. Il tutto viene fatto risalire a un episodio che li vide entrambi attori.

Nel corso di un trasferimento in carovana lungo un tracciato che si dipanava in ambiente desertico, la moglie di Maometto – ancora giovinetta – si era attardata per una banale necessità fisiologica, perdendo tempo nella ricerca dei grani di una collana il cui filo le si era in quell’occasione spezzato.

Senza accorgersi della sua assenza (le donne viaggiavano al chiuso di un baldacchino issato sul dorso di un dromedario) la carovana era però ripartita e Aisha fu salvata da morte sicura dal provvido intervento di un giovane beduino che la riportò al marito diversi giorni dopo. Il fatto che i due giovani fossero stati insieme senza alcun controllo per tanto tempo e l’avvenenza di entrambi generarono ovvie malignità. ʿAlī suggerì allora al cugino che ripudiasse la moglie, per evitare di essere danneggiato da quei sospetti, ma una Rivelazione divina assolse la moglie del Profeta da qualsiasi accusa di possibile adulterio. Da qui il rancore della donna e la sua indomita avversione per il cugino del marito.

Partecipò alla ribellione contro ʿAlī ibn Abī Tālib insieme a due dei principali Compagni della prima ora di Maometto, Talha ibn ʿUbayd Allāhal-Zubayr ibn al-ʿAwwām che furono però sconfitti dal califfo nella cosiddetta Battaglia del Cammello. Malgrado tutto ʿAlī non volle maltrattare la vedova del cugino e le fece avere una pensione, pur costringendola di fatto a vivere per il resto della sua vita lontano dalla vita pubblica e, di fatto, nella “prigionia” dorata della casa di Maometto, luogo anche della sepoltura di Maometto a Medina.

Poiché ʿĀʾisha visse a lungo dopo la morte di Maometto, divenne una figura importante nella tradizione orale. Famosa per la sua conoscenza, appresa per frequentazione diretta del marito, fu un punto di riferimento per le generazioni successive, ricordando a memoria i detti di Maometto, e raggiunse una posizione di altissimo profilo nella società islamica di Medina.

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