genio brillante, uomo vulnerabile, tiranno, prepotente, artista e arrogante Steve Jobs


Jobs non era una capo facile. Sapeva essere estremamente rude, ostile, sprezzante e fin dispettoso: alcuni dipendenti Apple raccontano addirittura episodi di bullismo da parte di Jobs, che ha saputo sfruttarne paure e debolezze per tenerli sulla corda. Jobs ha contribuito, con la produzione di gran quantità di terminali, alla disperazione di operai cinesi costretti a orari disumani con paghe indecenti. Nonostante il suo elogio del libero pensiero e della genuina creatività, l’ex CEO Apple imponeva regole assolutamente ferree, al limite del paranoico, sul controllo centralizzato di cosa e chi potesse parlare per la società. Il controllo di Apple su ciò che utenti e sviluppatori possono esprimere su App Store è noto: stringente, molto molto accurato. Per qualsiasi applicazione, serve il permesso di Apple che, nel tempo, ha vietato qualsiasi contenuto di genere erotico, ma arrivando anche ad eliminare arte gay, guide per il turismo gay, cartoni animati innocui, immagini appena sexy, caricature politiche e qualsiasi cosa possa essere ritenuta moralmente “sospetta”. C’è chi accusa i terminali Apple di connetterci con un mondo di informazione, privandoci però di una piena espressione delle idee con restrizioni fin esagerate. Anche la gestione stessa dell’informazione, all’interno dell’azienda, è vista come uno spauracchio: il controllo e la centralizzazione delle comunicazioni è necessaria. L’Apple “Worldwide Loyalty Team” mette a tacere gli spioni, sequestra telefoni e controlla computer. La società attua precise tecniche di comunicazione anche con la stampa, cercando di evitare il contraddittorio. A livello legale, Apple è uno squalo: ad esempio, nel 2005 ha denunciato il blogger 19enne Nick Ciarelli per aver preannunciato l’esistenza del Mac Mini.

 

Le fabbriche produttrici di componenti, partner di Apple, si trovano in Cina. Molte di queste non si fanno scrupoli ad impiegare adolescenti e ragazzini minori di 16 anni, imporre turni oltre la legalità e imporre uno stile di vita controllato in stile Orwelliano. Molti lavorano in laboratori che sembrano celle, hanno due pause da 10 minuti al giorno e sopportano temperature altissime senza aria condizionata. Jobs stesso è stato definito da alcuni partner come un tiranno: urlava, metteva le persone sotto pressione, le portava al massimo della sopportazione per ottenere la perfezione assoluta, senza mezzi termini, anche a costo di ferire e far soffrire. Sapeva ispirare, consigliare, ma anche intimidire, letteralmente terrorizzare, fino ad umiliare. Anche a livello privato, Jobs non è sempre stato perfetto: per due anni non ha voluto riconoscere la figlia Lisa, avuta a 23 anni da un rapporto poi conclusasi, diventando poi un padre dolce ed estremamente attento per tutti i suoi figli. Come ogni uomo, Steve Jobs è stato un genio brillante, ma anche un uomo vulnerabile, tirannico, prepotente, un artista e un arrogante, un tenero padre e un irresponsabile compagno. È stato umano, come tutti noi.

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