MONACI TIBETANI
A 51 anni dalla prima rivolta tibetana, la Provincia di Roma rinnova la propria vicinanza al popolo del Tibet. Il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti ha accolto questa mattina, a palazzo Valentini, una delegazione di monaci tibetani con i quali si e’ intrattenuto in un pranzo privato. Una gigantografia raffigurante il volto di una donna e la scritta “pace e dignità per il Tibet, 10 marzo 1959 51° anniversario della rivolta tibetana”, e’ stato affissa sull’ entrata di Palazzo Valentini mentre un monaco ha fatto il suo ingresso con un cartello con scritto “Release Tibet prisoners”. “Un incontro per non dimenticare – afferma Zingaretti – il 10 marzo 1959 ci fu la prima grande reazione repressiva del governo cinese contro i monaci tibetani che costò decine di migliaia di morti. Noi non vogliamo che tutto ciò cada nell’ oblio, quindi sia sempre molto viva una tensione ed un’ attenzione sulla vicenda tibetana”.
Per Zingaretti, “questo e’ possibile farlo in tanti modi durante tutti i giorni dell’ anno ma anche ripresentando alla cronaca questo giorno, che ripeto, e’ un triste anniversario perché in qualche modo paradigma dell’ inizio della repressione, concretizzazione di un duro atto repressivo nei confronti di una comunità che chiedeva semplicemente il diritto all’ autodeterminazione”. Ad accompagnare la delegazione, rigorosamente vestita con tuniche arancioni e rosse, la presidente Donne tibetane, Dechen Dolkar. ”Chiediamo solamente l’ autonomia del Tibet – afferma Dolkar - per mantenere e preservare la nostra cultura che e’ veramente ricca e diversa dai cinesi”.
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