<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>unsecondo.com &#187; sole</title>
	<atom:link href="http://www.unsecondo.com/blog/tag/sole/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.unsecondo.com/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 11:03:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	

<!-- Debugging help, do not remove -->
<meta name="Framework" content="Kpress" />
<meta name="Theme Version" content="1.1" />
<meta name="Framework Version" content="1.1" />


		<item>
		<title>sole</title>
		<link>http://www.unsecondo.com/blog/sole/</link>
		<comments>http://www.unsecondo.com/blog/sole/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 09:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enzo tronchin</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[no cultura]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unsecondo.com/blog/?p=475</guid>
		<description><![CDATA[SOLE LUNA 2° VERSIONE
No related posts.]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.unsecondo.com/blog/sole/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
<enclosure url="http://www.unsecondo.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/sole.mov" length="11231047" type="video/quicktime" />
		</item>
		<item>
		<title>L’arte del batik &amp; i batik del Mozambico</title>
		<link>http://www.unsecondo.com/blog/l%e2%80%99arte-del-batik-i-batik-del-mozambico/</link>
		<comments>http://www.unsecondo.com/blog/l%e2%80%99arte-del-batik-i-batik-del-mozambico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 19:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enzo tronchin</dc:creator>
				<category><![CDATA[shop]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[arazzo]]></category>
		<category><![CDATA[ARAZZO SARONG TELA TIPO BATIK ETNICO]]></category>
		<category><![CDATA[batik]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
		<category><![CDATA[etnico]]></category>
		<category><![CDATA[L’arte del batik i batik del Mozambico]]></category>
		<category><![CDATA[mozambico]]></category>
		<category><![CDATA[sarong]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
		<category><![CDATA[tela]]></category>
		<category><![CDATA[tesutto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.unsecondo.com/blog/?p=305</guid>
		<description><![CDATA[Pare che l’arte del colorare i tessuti con la tecnica batik, sia nata in Asia, nell’isola di Giava, e da lì si sia diffusa in tutto il mondo. La parola stessa BATIK deriva dalle parole javanesi “tilk” (punto) e “amba” (scrivere). La tecnica batik si basa sulla distribuzione di cera bollente su parti definite  di un telo di seta o di cotone, il quale viene poi immerso in vasche di tinture vegetali dove il colore si fissa solamente nelle parti non coperte dalla cera.. La ripetizione di questo processo produce disegni molto elaborati e colorati. Questa tecnica è conosciuta in tutto il mondo. Ogni popolo, specialmente quelli che possono disporre solo di tecnologie semplici, utilizza l’arte del batik per esprimere la propria creatività e rappresentare il proprio ambiente di vita.





(premi la foto per ingrandire)



I batik del Mozambico

I batik del Mozambico si distinguono sia per il tipo di figure rappresentate, sia per i colori caldi: marrone, giallo, arancio che spesso vengono usati; solo su alcuni predominano invece il verde o l’azzurro. La produzione si concentra nella capitale Maputo.

Gli artisti lavorano di solito in piccoli gruppi composti da un maestro che realizza il disegno e sceglie i colori, e da alcuni ragazzi-allievi che si occupano delle varie fasi di colorazione, della ceratura e della stiratura del batik, steso tra due fogli di carta.

L’atmosfera evocata nei batik è calda e solare. Il sole è sempre rotondo, rosso o anche nero, le donne portano in testa ogni genere di cose: mortai, vasi di terracotta pieni d’acqua, fagotti annodati, legna per il fuoco. Dalla mano o dal braccio pendono una borsa o una borsetta fatta di fibre intrecciate, dietro alla schiena spesso si individuano la testa e le gambe di un bambino; il villaggio è  simboleggiato da una capanna e una palma; gli uomini hanno pesci in testa e attrezzi di lavoro in mano. Vestiti con un corto gonnellino, danzano al ritmo dei tamburi. Gli animali rappresentati sono l’elefante mentre avanza nella savana, la giraffa, la zebra e l’ibis, spesso mentre si abbeverano.
Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.unsecondo.com/blog/iniziative-ed-attivita/' rel='bookmark' title='INIZIATIVE ED ATTIVITA’'>INIZIATIVE ED ATTIVITA’</a></li>
</ol>]]></description>
		<wfw:commentRss>http://www.unsecondo.com/blog/l%e2%80%99arte-del-batik-i-batik-del-mozambico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

